Fiumicino, incendio vicino all’aeroporto. Stop ai decolli. “Probabile dolo”. Renzi: “Basta: paralisi intollerabile”

Fiumicino, incendio vicino all’aeroporto. Stop ai decolli. “Probabile dolo”. Renzi: “Basta: paralisi intollerabile”

29 July 2015

published by www.quotidiano.net


Italy– Disagi all’aeroporto di Fiumicino per un incendio nella vicina pineta, che ha costretto l’autorità a bloccare tutti i voli in partenza. Il vasto rogo divampato nella zona di Ostia, nella zona di via Coccia di Morto, ha fatto sì che una colonna di fumo si levasse sopra al Leonardo da Vinci, fino a invaderne le piste. La pineta si trova si trova dietro allo scalo internazionale romano. In conseguenza dell’incendio è stato disposto il blocco di tuti i voli al decollo, ripresi poi verso le 17. Una situazione che ha messo in allarme anche Palazzo Chigi: il premier Matteo Renzi ha chiamato il ministro degli Interni Alfano per avere informazioni sul caso Fiumicino e chiedere immediata verifica da parte delle forze dell’ordine. Lo sottolineano fonti del governo: adesso basta, è il ragionamento del premier, è impensabile che il principale hub italiano sia in balia di incidenti o peggio di malintenzionati.

L’IRA DI RENZI – Se davvero l’incendio di oggi che ha paralizzato l’aeroporto fosse doloso, sottolineano le stesse fonti di governo, ci troveremmo di fronte ad un atto gravissimo, le cui conseguenze impattano direttamente su una delle principali infrastrutture del Paese, sul turismo e sull’economia. È la seconda volta che Fiumicino viene messo in ginocchio e questa situazione, concludono fonti di Palazzo Chigi, è intollerabile.

PASSEGGERI BLOCCATI NEGLI AEREI – “Siamo ancora qui, nell’aereo da più di due ore senza partire. A quest’ora dovevamo essere a Istanbul”. Lo scrive su Twitter uno dei tanti passeggeri rimasti bloccati all’aeroporto in seguito all’incendio divampato nelle prime ore del pomeriggio intorno alla zona dello scalo romano. Sono molti i passeggeri che hanno lamentato sui social network di essere bloccati a bordo degli aerei. Altri, invece, annunciano la partenza dei loro parenti dopo ore di attesa.

GLI INCENDI – Le fiamme, a causa del forte vento, si sono propagate alla pineta nei pressi di Focene. Sul posto sono intervenuti uomini della protezione civile di Fiumicino, vigili del fuoco, polizia locale e carabinieri. Per forntegguare l’incendio hanno operato due elicotteri della Regione Lazio uno della Forestale e anche due Canadair della Protezione Civile. La direzione delle operazioni di spegnimento è effettuata congiuntamente dal Corpo forestale dello Stato e dei Vigili del Fuoco. La superficie interessata dall’incendio, circa 40 ettari, ricade in un’area protetta di 16mila ettari. Sul posto anche il personale del Nucleo Investigativo Antincendio Boschivo (NIAB) del Corpo forestale dello Stato per appurare le cause dell’innesco. Un altro incendio ha interessato, poco dopo le 17, una zona, esterna all’aeroporto, ma non distante dal ‘cancello 12’, alla testata nord della Pista 3, nella zona di Maccarese. La zona si trova a circa 5 chilometri in linea d’aria dall’area della pineta di Focene, andata in fiamme. Il rogo di sterpaglie e materiale di risulta, è stato domato dai vigili del fuoco in 20 minuti.

“ORIGINE DOLOSA” – “Il fuoco si è esteso per centinaia di ettari attraversando anche via Coccia di morto e interessando le prime sterpaglie all’interno del sedime aeroportuale, quest’ultime subito spente dalla squadra straordinaria dell’aeroporto. Per fortuna la strada, il canale di bonifica, pulito, e la nuova pista ciclabile hanno fatto da tagliafuoco all’incendio”. Così il sindaco del Comune di Fiumicino, Esterino Montino, che aggiunge: “abbiamo focolai ancora presenti nella zona di Pesce Luna e dentro la pineta di Focene. Le fiamme si sarebbero propagate da 2-3 punti diversi, anche lontani tra di loro, il che farebbe pensare a una probabile origine dolosa dell’incendio”.

ALITALIA ATTACCA – E dopo il rogo divampa la polemica. I danni subiti da Alitalia dalle conseguenze dell’incendio divampato il 7 maggio scorso all’aeroporto di Fiumicino ammontano a 80 milioni di euro fino ad oggi. Lo rende noto la compagnia, precisando che potrà calcolare “l’ammontare totale dei danni subiti solo quando l’aeroporto tornerà a funzionare ai livelli pre incendio”. Di più: in mancanza di un credibile piano di investimenti sull’aeroporto- avverte l’a.d. Silvano Cassano – Alitalia sarà costretta a spostare la sua crescita altrove. “L’aeroporto di Fiumicino non è ancora un’infrastruttura adeguata a fungere da hub di una compagnia con le nostre ambizioni”, afferma Cassano, ribadendo che il piano di rilancio della compagnia è un piano “complesso, in uno dei settori a maggiore competizione in Italia e nel mondo”.

ADR REPLICA – E’ in corso un piano di investimenti da 11 miliardi, che è stato possibile avviare solo nel 2013 e lo scalo di Fiumicino è in una situazione di piena ed efficiente operatività. Questa la replica di Adr ad Alitalia che ha paventato la possibilita’ di spostare la sua crescita da Fiumicino. In una nota, Aeroporti di Roma “non intende commentare le cifre fornite da Alitalia e la fondatezza delle stesse circa eventuali danni subiti per effetto dell’incendio e ricorda che sono ancora in corso, da parte della Procura competente, le indagini per la definizione delle eventuali responsabilità dell’incendio”. Forest and land fires frequently hit the country when the dry season comes. Currently, fires are facing Riau and, as has happened in the past, they may occur in Jambi, South Sumatra, West Kalimantan, Central Kalimantan and East Kalimantan.

The disaster plays havoc on the environment and sparks health concerns due to the haze it creates. It affects not only Indonesia but also Southeast Asian neighbors.

The worst came in 1997-1998 when a climatological disturbance called El Niño-Southern Oscillation (ENSO) caused large-scale wildfires that impacted the air quality of the Southeast Asian region.

To mitigate the disaster, all members of the regional grouping, ASEAN, signed in 2002 the Agreement on Transboundary Haze Pollution (ATHP). Nevertheless, for almost 12 years the implementation of the ATHP was ineffective because Indonesia, as a source of haze pollution, refused to ratify the treaty. Only on Sept. 16, 2014, at the end of then president Susilo Bambang Yudhoyono’s term, did Indonesia ratify the pact.

However, despite the ratification, challenges and obstacles stand between Indonesia and the implementation of the treaty. The government faces difficulties in countering forest and land fires for three reasons.

First, most of the forest areas in Indonesia are open access. This means there is no institution that manages the forest areas and there is no institution that can quickly respond in the event of a fire. Indonesia has approximately 71 million hectares of production forests and only around 40 percent of them fall under an institution in the form of forest concession (HPH/IUPHHKHA/T) that can allocate resources to fight the fires.

The Environment and Forestry Ministry has Manggala Agni (firefighter brigades), who work professionally in the field. However, with huge areas to control, they cannot fight fires efficiently. Ideally, every inch of forest area should be controlled by one institution or Forest Management Unit (FMU). The FMUs would be responsible for managing resources in the forests including to fight fires.

The problem is that FMUs are not yet developed in all forest areas. As of 2014, the ministry had established 120 FMUs, covering a total of 20 million hectares, from a target of 629 FMUs.

Second, there is a lack of institutions to fight fires on land or in agricultural areas such as plantations and peatland that are outside forest areas. The Agriculture Ministry, which holds the responsibility to oversee plantation areas, does not have a special institution to fight land fires.

The responsibility should shift to plantation companies and smallholders as the users and owners of the land. However, when it comes to massive land fires, the plantation companies and the smallholders cannot overcome the fires and they need assistance from the government.

In addition, in many cases smallholders and plantation companies are also blamed as the main actors behind land fires due to land clearing. Giving them the responsibility of firefighting will not be effective as long as the slash and burn technique, which is the cheapest method of land clearing, is still practiced in plantation areas.

Third, there is a lack of coordination among stakeholders. Coordination among stakeholders is crucial in forest and land firefighting. Failure in coordination can reduce the national capacity to counter land and forest fires. Poor regulation of the responsibility of each stakeholder is hindering the coordination among stakeholders.

Forest and land firefighting should involve many actors, including the central government, local governments, land owners, land users and local communities. The roles of each stakeholder must be formulated to make the responsibility of each stakeholder clear.

That Indonesia has already ratified the ATHP treaty means the responsibility to mitigate forest and land fire disasters is fully in the country’s own hands. Indonesia cannot depend upon the assistance of other countries and this is an uphill challenge.

Because the FMUs are essential in managing forests and also to prevent forest fires, the first crucial step that has to be taken by the government is accelerating the formation of the FMUs.

In the long term, the FMUs will be effective in handling forest fires because they will manage the forests as their assets.

Moreover, in order to improve the effectiveness of forest and land firefighting and to improve government capacity, it is important to merge the regional fire agencies with Manggala Agni to form a single institution. This new unit will be able to fight fires not only in cities and regencies but also in forest and land areas.

Such integration will provide each region with more human resources to fight forest fires. – See more at: http://www.thejakartapost.com/news/2015/07/29/joining-efforts-fight-forest-fires.html#sthash.u6ZIA01V.dpuf


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